martedì 19 agosto 2014

Temù scopre la musica di eccellenza.


La montagna in estate... l'apice del relax per qualcuno o della noia per altri.
Personalmente amo tutto di un soggiorno alpino, l'aria frizzante, lo scricchiolio dei rami nei boschi, il profumo delle piante, la danza dei colori della natura e soprattutto il silenzio assoluto dell'alta montagna.
Quel silenzio che può assordare, che paradossalmente riempie il proprio udito interiore, che schiaccia le urla delle folle cittadine.
Quando ci si siede su una cima e pare di stare allo zenit del mondo la prima cosa che si fa è guardare giù, la seconda è respirare a pieni polmoni e la terza è ascoltare il nulla ed al tempo stesso il tutto, della montagna.
In questa disposizione d'animo può nascere e generalmente nasce, il desiderio di ascoltare solo cose belle, perfette, delicate e purgate da artificiose falsità.
Un soprano ed un pianoforte che l'accompagna per esempio.
Perchè no?
In una angolo di Val Camonica, là in alto, in un dove che spesso ci si dimentica esista, qualcuno , Oreste Pasina , fresca ma convinta matricola del Consiglio Comunale di Temù decide di pennellare le vie del paese con l'arte e decide di farlo con la musica.
Tre sono le serate organizzate, giovedì 14 Agosto un concerto per il violino di Massimo Martini, il violoncello di Ulrike Hoffman ed il pianoforte di Caterina Pagani.
Il 15 Agosto il soprano Cristina Piperno accompagnata da Caterina Pagani ed il 16 Agosto un trio jazz capitanato dall'artista internazionale Emanuele Segre, alla chitarra.
Artisti di fama internazionale quindi che hanno regalato ad una Temù non abituata a tanto lustro, momenti di gloria artistica.
La serata di cui posso dare un resoconto perchè vissuta in prima persona è quella del 15 agosto che si è svolta in Chiesa Parrocchiale, purtroppo il freddo ha rattrappito la buona volontà di Oreste Pasina che l'aveva collocata nella suggestiva ed intima piazzetta vecchia del paese.

Numeroso il pubblico tra cui ho scorto furtivamente il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, anch'egli vestito di giacca a vento per l'insolita temperatura estiva.
All'interno del luogo sacro un tepore ci ha avvolto, tra i banchi il brusio è serpeggiato nel mentre il pubblico prendeva posto.
Sui visi ho potuto scorgere curiosità per questo evento così diverso dai soliti organizzati dal Comune ma che è stato abbracciato con calore da tutti.
Dopo qualche parola degli organizzatori si è "alzato il sipario".
Entrano pianista e soprano.
Caterina Pagani al pianoforte, diplomata al conservatorio Verdi di Milano, specializzata presso le Accademie di Firenze ed Imola, svolge un'intensa attività concertistica nazionale ed estera sia come solista sia in formazione camieristica.
Caterina, viso dolce e corporatura minuta, ha dita delicate quanto le intenzioni, consapevole di dover accompagnare e quindi ritmare in punta di piedi una voce potente.
Cristina Piperno attrice di una carriera brillante ed in crescita.
E' romana, si diploma in pianoforte, composizione organistica ed in canto col massimo dei voti.
Ha calcato le scene di teatri italiani rinomati come il San Carlo di Napoli, l'Opera di Roma e l'Arena di Verona per citarne solo alcuni.
In campo internazionale ricordiamo il recente debutto trionfale a Seoul a fianco del tenore Nicola Martinucci nei panni della principessa Turandot.

Ha occhi dolci ma intensi che seguono una voce strepitosa.
Attento il pubblico la segue passare dalle raccolte arie di Bellini e Faurè  a Puccini con cui prende per mano la Tosca e la Madama Butterfly, gioca con "La Danza" di Rossini e si intrattiene con i più contemporanei "Summertime" ed " A little bit in love" per poi farsi accarezzare dal sole del Sud Italia con "Torna a Surriento".
Dopo uno scroscio di applausi sentiti il bis è d'uopo e sono convinta che solo per non voler risultare invadenti gli spettatori non ne abbiano chiesto un secondo.
La soprano Piperno ha emozionato con una voce potente, pulita e disarmante nella sua perfezione.
Come dicevamo nell'incipit di questo "racconto" il silenzio riempie ma quando quest'ultimo viene colmato da un suono armonioso, equilibrato ed "eletto"  ci troviamo ad assistere alla nascita ed allo svolgimento di una poesia, in musica in questo caso.

Iniziative tali arricchiscono le comunità, le persone, i sensi ed i cuori perchè l'arte in ogni sua declinazione si occupa solo del bello di cui tutti abbiamo bisogno, i nostri occhi desiderano i colori in armonia, il nostro tatto il velluto più liscio,  le nostre orecchie i suoni migliori.
Ringraziamo chi come Cristina e Caterina trasmettono l'eccellenza e chi come Oreste ha reso possibile dare lustro ad una serata a Temù nella fredda estate 2014.



venerdì 18 luglio 2014

"50’s Revival, Vintage day for Vintage People"


Capita a tutti ogni tanto di desiderare di vivere in un’altra epoca o altrove, immersi in atmosfere un pochino frivole.
E’ quasi un bisogno biologico quello di vestirsi di un mondo alternativo per riscoprire l’allegria ed il sapore frizzante di una nuova avventura.
Ramona Iotti di Mood Event & Communication e Silvia Catellani Event e Wedding planner hanno costruito un evento che riproponesse una realtà lontana e vintage e soddisfasse la voglia di uscire dagli schemi che latita in ognuno di noi.
Come nelle fiabe russe in cui si racconta che “ la notte porta consiglio” così nella fiaba di Ramona è il sonno che tramite il sogno le dà la soluzione dell’evento: rivivere gli anni ‘50.
Chi non si è immedesimato nelle vicende della famiglia Cunnigham di Happy Days e quale donna non ha desiderato almeno una volta di fare una giravolta con quelle stupende ed ampie gonne delle pin up?
Tutto questo si è avverato  l’11 Maggio 2014 grazie all’evento “50’s Revival, Vintage day for Vintage People”, il tutto si è svolto in una location molto azzeccata, l’America Graffiti-Parma Retail.
Dress code naturalmente in stile per immedesimarsi al meglio.
Il ristorante per un pomeriggio è stato il palcoscenico di uno spettacolo vintage colorato ed allegro.
Pin up dancers hanno rapito il pubblico con briosi balli anni ’50  coinvolgendolo in un battimani ritmato ed ondeggiante, esibizioni di rock and roll hanno scatenato i partecipanti.
La danza si è intervallata a sfilate di sensuali donne vintage abbigliate in modo femminile e semplice le cui capigliature sono state reinventate in accordo con il tema della serata dalla Hair Stylist Lina Giambertone.
Lunghe trecce e fascette fra i capelli hanno dato quel tocco in più di America ai loro costumi.
Per l’occasione la fotografa Cristina Maestri esperta in Pin Up Style, ha improntato un set fotografico per immortalare con pose ed accessori anni ‘50 questi momenti spumeggianti e nostalgici al tempo stesso ed un contest fotografico tra le partecipanti pin up ha surriscaldato l’aria con una competizione simpatica ed originale.
Il pomeriggio dell’11 Maggio l’obbiettivo è stato pienamente raggiunto, Ramona e Silvia hanno plasmato un evento alla fine ben riuscito e coerente con i propri presupposti.
Queste due giovani compagne di corso ai tempi di Ewe Events, si sono prese per mano per realizzare attraverso il proprio sogno anche quello di molti altri, entrare in una macchina del tempo e catapultarsi in un’America anni ’50 che quindi, per un pomeriggio è rivissuta all’America Graffiti.
Come è intuibile non tutto è così semplice come può sembrare all’occhio di chi ne ha goduto solo il risultato, nel backstage di un successo ci sono tanto impegno e molte difficoltà.
Ramona e Silvia insieme hanno vissuto l’euforia della fase inziale, quella in cui tutto sembra possibile ed avverabile, la delusione del work in progress per mancate conferme di adesioni, la soddisfazione per aver risolto i problemi e gli intoppi, l’ansia degli ultimi giorni, la frenesia organizzativa. Insieme hanno gioito l’11 Maggio quando ogni tassello si è incastrato alla perfezione dando vita ad un puzzle completo e logico.
Così un’America anni ’50 ha riempito occhi e sensi dei partecipanti divertendoli e strappandoli per un pomeriggio alla monotonia del 2014.
Per Ramona e Silvia chiudere la porta dell’America Graffiti a fine evento è stato come uscire da un film con nel cuore un ricordo magico e con la certezza di essere state una squadra vincente.

Mood di Ramona Iotti
Event & Wedding
Personal Shopper&Stylist
Communication
+39 340 855 09 18

Silvia Catellani
Event & Wedding Planner
+39 333 840 86 42 

Ewe Events di Stefania Chiarini
Via Rubini, 12 Parma
chiarini.stefania@alice.it
www.ewevents.it
+39 339 540 24 04 

American Graffiti
Parma Retail in Strada Burla-S.P.72

Hair Sylist Lina Giambertone-prodotti Debel

Fotografa Cristina Maestri

giovedì 10 aprile 2014

27 Marzo 2014…metti un” Pomeriggio con la wedding planner”.


Metti un atelier raffinato ed arioso in un palazzo antico, metti degli abiti da sposa, aggiungi delle donne che cinguettano  ed il calore di una wedding planner di eccezione supportata da tante collaboratrici ed otterrai un “Pomeriggio con la wedding planner” presso En Blanc di piazza Borromeo a Milano .
Quando Stefania Chiarini si muove qualcosa di speciale sta per accadere, lo si intende dall’aria, è frizzante e pizzica piacevolmente il naso.
E con lei la sua ciurma, donne briose e pronte come suffragette per la loro causa, in questo caso più felice e romantica, dare supporto e spunti utili alle future sposine.
Quale donna non desidera essere in quel giorno la sposa migliore in eleganza, stile, portamento ed aplomb? Quante domande si pone una sposa su come sorridere, camminare , ringraziare e quante delle  risposte che si darà potranno soddisfarla?
Le  rimarrà il dubbio di non fare la cosa giusta  e soltanto grazie ad una wedding planner riuscirà ad appianare ogni ruga nel proprio progetto.
In un pomeriggio Stefania e le Ewe girls hanno dispensato pillole di bon ton, dalla camminata perfetta con indosso l’abito a come tenere il bouquet, alla posizione del papà nel tragitto verso l’altare, a dove sedersi, ai consigli per le mamme delle sposine.
Sono state svelate le tendenze di quest’anno sui colori degli abiti da cerimonia ed anche lo stile ed il look non sono passati indenni da qualche tiratina di orecchi.
Accorgimenti su qualche particolare rendono più armoniosa la personalità del  proprio modo di proporsi, rendendo più forte la propria autostima e di conseguenza più luminoso il sorriso di quel giorno.
Le future spose accorse all’incontro hanno goduto di una chiacchierata e sono entrate in sintonia con le wedding planner , si è creata quell’atmosfera magica e briosa che solo le donne sanno far nascere quando si incontrano per parlare di qualcosa di speciale.
Ciliegina sulla torta le spose di En Blanc hanno riprovato il loro abito per avere l’approvazione delle wedding planner e con commozione l’hanno ottenuta.
Brindando durante il rinfresco offerto da Caterina di EnBlanc le partecipanti si sono salutate con molti meno dubbi e qualche amica in più.

venerdì 4 aprile 2014

"Backstage a Castello"


Se penso ad un alveare l’immagine che mi appare nella mente è quella di tante api che ronzano operose intorno alla propria dimora, che con un brusio incessante lavorano instancabili come in un balletto di Cajkovskij.
Tale deve essere apparso il Castello di Compiano il 24 Marzo agli occhi dei tanti curiosi che sono accorsi per godersi il “Backstage a Castello” .
Compiano, sugli Appennini parmensi, fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia.
Il suo Castello, probabilmente del IX Secolo, palleggiato tra varie famiglie tra cui i Malaspina e ceduto in ultimo dalla Marchesa Raimondi Gambarotta al Comune, è oggi un relais a 4 stelle e sede di tre musei, il massonico, l’enogastronomico e le stanze della marchesa.
In questa cornice dal sapore antico si è svolto il “Backstage a Castello” fortemente voluto da Luca Tedesco di Eventive di Borgo Taro.
Ewe Events di Stefania Chiarini maestra a suo tempo di Luca, lo ha spalleggiato in questa avventura .
Il format che hanno proposto è un’intelligente novità; parlando di fiera degli sposi vengono in mente gli stands e i piedi che dolgono dopo qualche kilometro passato a guardarsi in giro curiosando da puri spettatori.
Per questa occasione invece, chi ha visitato il Castello ha partecipato attivamente alla riuscita delle fiera perché ha avuto modo di andare oltre la semplice “ occhiata” ai prodotti, chi c’è stato ha potuto interagire con gli espositori e godere per qualche ora delle novità proposte, ha potuto provare, indossare, assaggiare e comprendere appieno ogni realtà ed oggetto.
Una stanza è stata dedicata ai più piccoli per far divertire anche loro e per dar modo ai genitori di godersi con più calma la giornata.
Stefania e le sue ragazze hanno tenuto seminari sul grande giorno dispensando consigli mirati da wedding planner, hanno guidato i loro ospiti sulla strada del bon ton ed hanno lanciato chicche di stile  da esperte personal shopper.
Modelli e modelle sono scesi dalla passerella per mescolarsi ai visitatori per giocare e scherzare con loro per poi concludere con una sfilata sui generis.
Ogni stilista ha fatto sfilare i propri pupilli senza un continuum tra un abito e l’altro in modo da stupire ogni momento la platea .
Al termine  invece la tradizionale e sempre emozionante comparsa dello stilista per ricevere i meritati applausi.

Il Castello è diventato per un giorno un’officina di sperimentazione, di gioco, di interazione tra persone, un workshop  accessibile a tutti.

Il visitatore si è sentito protagonista e parte viva ed attiva di un artigianato brulicante di idee per il matrimonio e  non solo, dall’oggettistica al make up, dagli abiti ai gioielli ed accessori, dai fiori alle fotografie.

Tutti si sono messi  “in gioco” per far divertire e far recepire lo spirito goliardico ed “ educativo” dell’evento.
Il format ha avuto successo e l’evento verrà riproposto anche l’anno prossimo.
Sarà un piacere rivedere Eventive ed Ewe Event collaborare per  misurarsi con nuove sfide.

 
Eventive Event & Wedding
www.eventive.it
 luka.tedesco@gmail.com
 (+39) 333 17 24 940

Ewe Events di Stefania Chiarini
chiarini.stefania@alice.it
www.ewevents.it
+39 339 540 24 04

www.backstageacastello.it
 
 
 
 
 
 

giovedì 13 febbraio 2014

Ancora sul mondo di Ewe Events e due brevi ma significative apparizioni, Manuela Leggio e Cinzia Spinello


Ho iniziato a scrivere su questo blog per divertimento, per far correre l’ispirazione che spesso è compressa dai ritmi lavorativi frenetici e pretenziosi di oggi.
Il nome, Biberemundum, nasce dall’unione delle parole latine  bibere,  bere e mundum da mundus, mundi, il mondo.
Bere il mondo significa recepire sensazioni, colori, avvenimenti, persone, vite.
Ho dedicato e dedicherò una parte importante al wedding planning ed a ciò che vi ruota intorno e che lo complementa.
Mia intenzione non è quella di diventare sponsor ufficiale di questa realtà, semplicemente ho avuto la fortuna di avvicinar mici e di curiosarci dentro scoprendo che dietro ad un comune denominatore ci sono individui molto diversi l’uno dall’altro ma ricchi di personalità,  storia,  carisma, dolcezza, caparbietà, ambizione.
Si parla tanto male di come sia diventato il  mondo di oggi, eppure intervistando queste persone ho trovato che non sono così dissimili da quei padri del passato che spesso prendiamo ad esempio.
Ho trovato ancora  persone  speranzose e desiderose di fare, di arrivare, di dar vita a qualcosa di proprio, persone a cui brillano gli occhi per l’entusiasmo che sprigiona il credere in se stessi e nelle proprie capacità.
Intervisto essere umani  in primis, sono loro i protagonisti delle parole che scrivo, indipendentemente dall’attività svolta.
Possono adempiere tutti alla stessa professione ma non ci saranno mai fotocopie perché ognuno ha il proprio stile, le proprie idee, il proprio io che fa la differenza.
Gente che crede in se stessa e nel proprio sogno, gente comune che rispecchia ognuno di noi.
Nel marasma di carte, penne che non scrivono, parole strappate in interviste telefoniche in tarda serata, corse per pubblicare riesco ad avere un breve abboccamento con due fresche imprenditrici di se stesse.
Peccato aver avuto poco tempo per dedicarmi a loro.

Manuela Leggio e Cinzia Spinello

Amiche.
L’amicizia porta spesso a percorrere sentieri comuni.
E’ così che Manuela Leggio e Cinzia Spinello, la prima responsabile marketing in un franchising di profumerie, la seconda impiegata nell’azienda di impiantistica di famiglia, si avvicinano al mondo che ormai conosciamo di Ewe Events.

Dopo aver frequentato i corsi di Stefania Chiarini, Manuela diventa wedding planner e personal shopper.
Maniaca dell’organizzazione, le calzano bene queste professioni che molto si basano sul senso di management dei propri spazi temporali.
Manuela ha già organizzato per lavoro, eventi  e per diletto, matrimoni di amiche, tutto ciò oggi è una professione.
Ha appuntato nel suo curriculum anche il corso di personal shopper che ben completa una wedding planner.
Ama la moda italiana ed ha una predilezione per gli accessori, questa inclinazione alimenta come una fiamma quello che fa.
Attenta e premurosa, Manuela non parla molto, è riflessiva e scrutatrice, molto dolce e  sensibile.
Queste le doti che sono trasparite dall’intervista e queste le doti necessarie per vestire la professione di Event e Wedding planner.
Il suo sogno nel cassetto è molto semplice, lineare e coerente col suo percorso, svolgere questa professione a tempo pieno.


Cinzia Spinello,
personal shopper, presente e sul pezzo!
Estrosa e dinamica decide di dedicarsi a questo settore perché amante della moda italiana , Cavalli è la sua icona di stile e ben la rappresenta con i suoi colori sgargianti e decisi.
Da profana le chiedo sbagliando, come riesce  ad imprimere il proprio gusto ai clienti.
Cinzia  prontamente mi corregge,  il cliente ha un proprio personalissimo gusto e compito suo sarà solo indirizzarlo a ciò che meglio lo rappresenta.
Sbizzarrirsi tra abiti, stili e passerelle in città come Milano, Roma o addirittura New York sarebbe il suo sogno più grande…e come darle torto?

L’informazione e la ricerca tramite riviste di moda , televisione, internet  sono molto importanti per aggiornarsi ma  per avere una dote più cospicua entrambe  hanno deciso di partecipare al corso di bon ton e galateo di Stefania Chiarini.
Ogni spunto è importante per proporsi come professioniste competenti e dotate di un vocabolario di idee fornito ed adattabile ad ogni richiesta.
In questo modo Manuela e Cinzia ci faranno sognare!

Manuela Leggio
Wedding & Private Event Planner
347 301 6 0 20

Cinzia Spinello
gira.sole2002@libero.it


mercoledì 29 gennaio 2014

Elucubrazioni sulla punteggiatura e sulla sua storia.



Scrivere è divertente e rilassante ma richiede precisione non solo nella formazione dei periodi ma soprattutto nell’uso della punteggiatura.
Sebbene nel tempo si sia cercato di raccogliere un codice di norme per regolarla, l’interpuntura subisce interpretazioni
che proliferano in tagli, aggiunte e manipolazioni.
Quindi, cos’è la punteggiatura? E’ l’insieme di quei segni grafici che vengono disseminati con logica in uno scritto per legare tra di loro le frasi  in modo da renderlo chiaro e fruibile al lettore. La punteggiatura è necessaria per instaurare legami logici tra i periodi ma non solo, è importante perchè permette di riprodurre per iscritto le intonazioni e le intenzioni della voce e degli stati d’animo. Pensiamo al sostantivo vocativo, oltre alla posizione in principio di periodo, ha bisogno di una virgola e di un punto esclamativo a fine frase per esprimersi. Senza di essi diviene un semplice sostantivo atono. In un racconto di Anton Čechov troviamo scritto sul punto esclamativo: «Non basta che i segni d’interpunzione li poniate correttamente… non basta! Bisogna porli consapevolmente
L’oratoria è supportata da intonazione, sguardi, gesti per esprimere concetti e stati d’animo, il testo invece non può “orare” deve quindi comprendere le esigenze del lettore e rendersi autosufficiente. La punteggiatura coadiuva gli scripta in questo obbiettivo, essa non è universale né omogenea e le sue trasformazioni dipendono dai mutamenti della cognizione sociale. Primi esempi di segni usati come pause compaiono presso i Moabiti, popolazione semitica che abitava sulle rive del Mar Morto. Anche i Greci a tal fine usavano punti disposti in vario modo, mentre i Romani introdussero la virgola, virgula, piccola verga , la più versatile ed utilizzata di tutti i simboli. Fino al XII-XIII secolo, veniva prediletto la “scriptio continua” ovvero, un testo che avendo funzione pubblica mirava ad essere neutro e a lasciare l’interpretazione al lettore . Questo presupponeva però una prescienza da parte del lettore che avrebbe poi affidato all’oralità la gestione del sapere. In poche parole, il testo scritto serviva soprattutto come promemoria per chi avrebbe poi diffuso il sapere tramite favella. L’esercizio della punteggiatura utilizzava i precetti di retorica classica che suggeriva di dividere il testo in periodi di senso compiuto per evitare frasi troppo lunghe e dispersive.
Per prepararsi ad un discorso gli studenti erano invitati a consultare testi di orazioni ed opere teatrali, un metodo didattico questo che proseguirà per tutto il Medioevo.
Fra il IX ed il X secolo vengono aggiunte alcune positurae, segni di marcatura per riprendere il fiato che servivano anche per rendere chiaro il senso del testo, a questo proposito era sempre valevole  il principio “modus legendi in dividendo constat” ( la maniera di lettura sta nella divisione).
Con la diffusione della stampa avviene un cambiamento importante. Prima il testo veniva ricopiato in modo da preservarlo in caso di distruzione o perdita, in seguito la sua funzione passa da quella di supporto mnemonico per chi già ha scienza e coscienza di uno scritto, a strumento di informazione e curiosità per un pubblico non compatto ed anonimo, un pubblico che si aspetta sempre cose nuove e non più copiate. Da qui la necessità della punteggiatura di passare a procedure non più finalizzate all’udito ma alla vista. Qualsiasi tipo di lettore dotto o no, deve essere in grado di comprendere un testo ed il suo senso, per questo nel tempo si viene a creare un codice che lungi dall’essere certo garantisce però una base omogenea.
Nel tempo la punteggiatura si è evoluta, prendiamo per esempio il punto esclamativo; esso deriva dal latino “io” che significa evviva e che veniva posto alla fine della frase per sottolineare sorpresa e gioia. Successivamente la ” i” si spostò  sopra la “o” che diventò poi un punto e “i” diventò la stanghetta che usiamo tutt’oggi.Anche il punto interrogativo ebbe una sorte simile, la “q” e la “o” di “questio” che venivano poste a fine frase interrogativa, vennero sovrapposte, la “q” fu messa sopra la”o”, questi divenne un punto mentre la “q” si trasformò nella odierna parte superiore del punto interrogativo.
Numerose dispute si sono svolte nel tempo su questo ring letterario, la tendenza è stata quella di uniformare al massimo l’uso della punteggiatura, per alcuni autori è addirittura un segno stilistico non utilizzarla. Francesco Flora, critico letterario e scrittore italiano diceva: «I moderni tendono con ragione a diradare i troppi segni di interpunzione. Ma sono anche capaci di abolirli affatto, talvolta per eccesso di raffinatezza, talvolta per manifesta ignoranza»
Il Carducci rappresenta forse il letterato principe della misura perché né eccede e né è troppo avaro nei segni di interpuntura.
Il Leopardi su questo argomento spiega nel 1820 a Pietro Giordani: "Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l'avarizia de' segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutt'un periodo. Oltre che il tedio e la stanchezza del povero lettore che si sfiata a ogni pagina, quando anche non penasse a capire, nuoce ai più begli effetti di qualunque scrittura".
Un testo per vivere necessita di parole che senza punteggiatura sono come un gregge senza cane pastore, si disperdono.
Un singolo segno cambia il senso e la struttura della frase, quanta tribolazione c’è nel leggere un periodo in cui sono stati apposti segni in modo frettoloso ed errato, la si legge e rilegge per capirne il senso.
E’ come scendere dal treno e non trovare il predellino per appoggiare il piede, tal fatto causa scivoloni dolorosi verso la credibilità di un buono scrittore.

venerdì 24 gennaio 2014

Novità in casa Ewe Events

Stefania Chiarini, la mente ed il braccio di Ewe Events ha un'energia creativa che non esaurisce mai.
Nella lista dei corsi che svolge ecco una novità interessante , il" Corso di galateo e bon ton".
Le buone maniere non sono mai scontate e sono fondamentali per avere successo nella vita lavorativa e personale, è quindi un corso utile a tutti.
Il corso non tratta soltanto della posizione della forchetta  o del piattino del pane a tavola ma affronta una sfera che tocca lo stare insieme agli altri, che regola tutti i  nostri rapporti.
Chiunque vorrebbe essere sempre  all'altezza di ogni situazione, saper sempre cosa dire e quando dirlo o sapere quando tacere.
Non c'è nulla di più piacevole di una persona che ci fa stare bene, che ci mette a proprio agio.
Chi non viene colto dai dubbi di non essersi comportanto in modo elegante in una determinata occasione o di essere uscito un po' dalle righe senza volerlo.
In questo corso si impareranno le regole del saper vivere in società che Monsignor  Giovanni della Casa approfondì nel suo Galateo.
L'opera, pubblicata nel 1558 che vedrà molte ristampe successive, è dedicata al Vescovo di Sessa Aurunca, Galeazzo Florimonte, dal suo nome appunto deriva il titolo dello scritto.
L'etichetta riservata nei secoli passati ai ceti elevati oggi ha presa su tutte le classi.
In una società odierna in cui dilaga l'idea di uguaglianza umana spicca paradossalmente l'interiorizzazione delle regole comportamentali, dei tabù e il Galateo vive una nuova primavera.
Durante il corso oltre alle buone maniere, all'arte di ricevere ed alla tavola si toccheranno anche lo stile e l'immagine personale ed il galateo del matrimonio.
Stefania che nella vita quotidiana sa destreggiarsi con naturalezza tra buone maniere e galateo, salirà in cattedra per dare lezioni di bon ton.

chiarini.stefania@alice.it
+39 339 540 24 04
www.events.it