
Gli occhi sono l’organo che ci permette di vedere il mondo e tutte le sue bellezze.
Forse non ce ne rendiamo sempre conto ma il vedere un fiore, un paesaggio, un viso non è soltanto il frutto di un processo fisico che si svolge all’interno dell’organo visivo ma deriva dell’interazione tra occhi e mente, è un percezione mentale.
E’ la mente che vede il mondo e lo legge attraverso vari elementi che ne fanno percepire l’insieme in tutta la sua interezza, essa corre sui fili dell’esperienza e della semplicità, dell’intuizione e dell’equilibrio.
La mente ha potenzialità molto grandi e non ce ne rendiamo conto finchè quest’ultime non vengono a mancare.
Un bel libro che fa molto riflettere sull’argomento è “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks.
Il titolo burlesco inganna un contenuto reale e spesso drammatico, esso racconta casi di pazienti con gravi problemi neurologici.
E’ lo stesso neurologo Sacks che li racconta, egli non scrive soltanto un diario medico ma romanza una serie di casi in parte divertenti in parte tristi, aggiungendo proprie riflessioni umane e filosofiche .
Partecipa emotivamente alle privazioni percettive dei suoi pazienti e si pone numerose domande esistenziali che spesso non trovano risposta.
In alcuni casi pazienti afasici ed incapaci di relazionarsi con il mondo sociale sviluppano capacità numeriche impensabili per un individuo sano e con una media intelligenza.
In altri casi capacità artistiche spiccate e rare nel disegno come nella musica nascono in individui portatori di handicap.
Tal’altre volte persone normali e con un vivissimo intelletto hanno difficoltà singolari e bizzarre, ricordo il caso del sig. Macgregor, il falegname che camminava storto come la torre di Pisa senza accorgersene o quello più famoso del dottor P. che affetto da prosopagnosia non riconosceva i volti dei parenti.
La nostra mente sprigiona possibilità inaspettate e spesso indecifrabili che ci lasciano inermi di fronte ad interrogativi che alimentano la ricerca continua di risposte.
Questa propensione è il motore della letteratura, della pittura, dell’arte.
Lo è stata in passato e lo è tutt’ora e nonostante i mezzi per setacciare la mente siano sempre migliori l’affanno dell’uomo rimane sempre lo stesso, vorace ed instancabile.
Nessun commento:
Posta un commento