martedì 29 ottobre 2013

Hedi Slimane dà nuova vita a Yves....Saint Laurent









Febbraio 2012, per Yves Saint Laurent inizia una nuova era attraverso un ritorno di fiamma. Rientra in Maison Hedi Slimane già direttore artistico della linea menswear di Yves Saint Laurent Rive Gauche dal 1996 al 1999. Hedi, parigino di nascita ma figlio di un bancario tunisino e di una sarta italiana si fregia di un’educazione umanistica, si laurea in giornalismo e poi in storia dell’arte all’ École du Louvre. Come una meteora sfreccia giovanissimo da Louis Vuitton a YSL e Dior e nel 2002 a soli 34 anni viene nominato miglior stilista internazionale dell’anno dal Council of Fashion Designer of America. E’ eclettico, ama l’arte e la musica, adora l’indie, la post punk revival con le sue incursioni negli anni 70/80 , si occupa di interior design e a tal proposito ha creato mobili in edizione limitata. 




Completa il suo vario ed ampio bagaglio culturale la fotografia, alcuni suoi scatti sono stati esposti al MoMa di New York, a Bruxelles e Los Angeles. Sono scatti che fanno parte di un diario, Antology of Decadence, una raccolta di appunti visivi realizzati per strada tra le cose reali e fra divi di Hollywood riscoperti dall’occhio di Hedi nella loro più naturale spontaneità e semplicità. Da Dustin Hoffman a Leonardo Di Caprio , da Giselle Bunchen alla rimpianta Amy Winehouse. 




Con Hedi inizia una nuova era ma il cordone ombelicale con Yves non è reciso anzi, il legame si rafforza. Nel suo sangue scorre una vena istrionica e sopra le righe che mira a shoccare, a scuotere, a mettere a soqquadro le coscienze artistiche e del buon gusto estetico dei critici e dei clienti. Non si è fatto scrupoli a tagliare i ponti con amici e conoscenti quando dopo essere stato “sgridato” da Bernard Arnault il chairman di LVMH ai tempi di Dior perché “voleva troppo” , si è ritirato a Los Angeles per dedicarsi alla fotografia. Al tempo molti personaggi come Karl Lagerfeld hanno smesso di portare i suoi capi di abbigliamento, altri hanno smesso di parlare di lui. Così non si fa scrupoli nel decapitare il nome della casa di moda di Yves Saint Laurent e di cambiare il font in Helvetica. Tacciato di eresia in realtà Hedi togliendo il nome Yves dal logo non ha fatto altro che mettere qualcosa di Yves in esso. Yves Saint Laurent negli anni ‘60 fu il primo stilista di Haute Couture che ispirandosi agli scioperi del movimento operario del ‘68 che paralizzarono la Francia, creò la collezione di Pret a porter che aveva nome appunto Saint Laurent Rive Gauche. Non un’eresia quindi ma un omaggio al grande stilista. Ma non è questo l’unico gesto che scompiglia i rumors della moda. Per le pubblicità della casa di moda usa i volti di Marilyn Manson e di Courtney Love, personaggi molto distanti dal volto storico della maison della Deneuve. Rockers maledetti ed eccentrici, modelli di cattivo gusto che preannunciano un fiume di critiche. Ma che shoccano, che fanno parlare di lui e del marchio. 






Il ritorno di Mr Slimane in YSL è accolto con freddezza dalla critica e tiepidamente sono accolte le sue prime collezioni. Lisa Amstrong del “Telegraph”, della sua sfilata di debutto al Grand Palais ha detto:” La cosa sorprendente è che non sorprende”. Battibecchi nascono con alcuni giornalisti banditi dalle sue sfilate per critiche non apprezzate. I pareri si dividono in favorevoli e contrari con una maggior inclinazione verso i contrari. Nonostante tutto le sue sfilate sono viste da 2 milioni di persone e si piazzano al secondo posto dopo Chanel per visite su internet. I rivenditori fanno la coda per accaparrarsi i suoi capi. Un nuovo negozio aprirà in Avenue de Montaigne a Parigi ed uno a New York. Mr Bergè co-fondatore della casa di moda e compagno di Saint Laurent adora Mr Slimane e lo definisce come vero erede di Yves. Egli sta facendo esattamente quello che la casa di moda voleva. L’ha riportata sulla cresta dell’onda strappandola dall’opacità e dalla monumentalità degli ultimi dieci anni. Sta facendo non solo moda ma business, commercial advertising..e scalpore! Schiaffeggia i miopi e ottusi ben pesanti della moda con i loro stessi mezzi, gli abiti. Non crea pezzi nuovi ma li “tagga” con un’anormalità che rende perplessi e lascia nel dilemma se egli sia assurdo o geniale. Utilizza la stessa moda che Yves ha inventato e che tutt’ora funziona a dimostrare che le rivoluzioni fatte dal grande stilista hanno gettato le basi per qualcosa di eterno. Questo “ragazzo” dallo sguardo malinconico ma consapevole, sfuggente ma grintoso sta sferzando la moda rigenerandola, la plasma a modo suo, al modo di Saint Laurent Paris. 




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